Un mio caro amico farà la parte di una drag queen all'interno di un corto metraggio, che vorrebbero inviare a venezia. Io,per strane coincidenze, conosco più drag queen che uomini eterosessali senza problemi relazionali con le donne, e mi capita, insieme a pears (alias desideria hudson) di scrivere loro i testi per spettacoli di cabaret, in cui mi hanno riservato gentilmente anche degli angoli in difesa della dignità di esistenza della donna biologica ( nonostante alla fine io risulti la meno donna dell'allegra compagnia). Così, mi è stato affidato il diffiile compito di scrivere un monologo da drag queen per il suddetto amico.Unica indicazione: doveva esserla diventata perchè i suoi genitori volevano diventasse famoso. Ovviamente, in queste situazioni, mi sento eccitata dall'idea dell'imposizione della scrittura e in terribile ansia da prestazione, che neanche il rescue remedy. Per questo di solito, aspetto sempre la mattina prima della consegna per scrivere. Ecco qui il risultato. Non sono proprio soddisfatta, quindi fatemi sapere cosa ne pensatee consigli vari. thanks!
Il mio nome è Miranda Street, e sono una drag queen: ossia quando in un gay c’è troppa classe per essere una persona sola. Sapete, la scelta del nome per una drag è il bagno battesimale nel latte d’asina, che festeggia i primi vagiti della propria nuova identità: per alcuni l’unica, o perlomeno l’unica che valga la pena vivere. Il mio nome l’ho scelto spulciando tra i rami parentali della mia famiglia: quando mio padre ha scoperto che il nome di sua nonna era stato cosparso di pailettes e svettava su 15 centimetri di tacco aveva giurato di non rivolgermi più la parola. Ma purtroppo, come sa bene mia madre, non è un uomo abituato a mantenere le promesse, e dopo una settimana mi aveva già lasciato un messaggio in segreteria augurandosi che mi fossi finalmente stancata delle mie tette nuove.
Illuso. Stancarmi io delle mie tette nuove..con quello che mi sono costate. E poi lo sanno tutti, ragazzi: le tette grandi non solo cambiano la vita, ma la fanno pure sembrare molto più sottile.
E pensare che i miei genitori hanno sempre desiderato che diventassi qualcuno: peccato che ora, ora che effettivamente lo sono diventato, vorrebbero fossi qualcun altro.
Perché il mio fuoco sacro dell’arte nasce in famiglia, senza dubbio. I miei genitori si aspettavano avrei preso da loro..purtroppo non hanno poi accettato che prendessi anche i tailleur dall’armadio di mia madre. Ah, cosa volete..cose che capitano anche nelle migliori famiglie.quindi figurarsi nella mia.
Mio padre,un ex militare cresciuto nel mito della patria, dell’onore e dei vietcong in glassa di napalm, millanta un passato da pittore di paesaggi in acquerello, stroncato dalle ambizioni militaresche del padre..Non è buffo? Questa storia non vi ricorda quella del buon adolf? Dio, pensate la frustrazione: mio padre, con tutte le carte in regola per una luminosa carriera dittatoriale, non riusciva a farsi obbedire nemmeno dal nostro gatto tito, che immancabilmente gli pisciava nel cappello. Così vicino, eppure così lontano.
Mia madre? Ah, mia madre, invece, aveva provato la gloriosa strada del teatro sperimentale. Purtroppo, si era presto accorta che cinque persone in sala e un cavallo morto in scena non le avrebbero aperto la via per il successo sperato. E quando si accorse che per entrare nello star system non sarebbe bastato dare tutta se stessa al suo pubblico, ma avrebbe dovuto dare tutta se stessa anche al regista e a un paio di produttori, si era sdegnosamente ritirata dalle scene. Brava donna, in fondo, mia madre. Peccato non abbia ancora capito che il turchese non sia proprio un colore adatto al suo incarnato.
Ed eccomi qui, quindi. La pupilla dei loro occhi trasformata in un fastidiosa glaucoma. Sono Matilde Street, la drag queen regina della notte, che eccita testosteroniche platee fatta per di più di due tipi di uomini: quelli che hanno un segreto con le loro madri e quelli che ce l’hanno con le loro mogli. Così io, nella notte, sono per loro madre e moglie, sono la realizzazione dei loro desideri nascosti sotto al letto, apro le porte dei loro giardini segreti, e pianto piccole primule di provocazione nei loro borghesi parchi cittadini.
E durante il giorno? Lascio che si dimentichino l’odore della mia risata e il sapore del mio sguardo cigliato, lasciandoli tornare laddove si sentono sicuri. E io chiudo il ventaglio, allineo le perle, pettino le piume del mio boa incantatore. Il giorno mi fa così malinconia, sapete? In realtà è la luce impietosa che mi disturba, con l’aggiunta della totale assenza del silenzio. La luce piena del giorno che canta a squarciagola. L’abbagliante chiacchiericcio. La tristezza di un mondo senza foschia, senza stanze buie, senza nulla da nascondere, sfacciatamente sincero: le incantevoli regole della seduzione lasciate a seccare sotto il sole.
Suvvia, ve lo leggo negli occhi..credete veramente che io sia diventata una drag queen per fare un dispetto ai miei genitori? Che io sia così linearmente semplice, così psicologicamente coerente? Via ragazzi..sono un uomo gay, non un uomo eterosessuale. Oppure credete l’abbia fatto per una sorta di volontà di riscatto personale, per vedere l’orgoglio brillare negli occhi di mio padre e farmi finalmente pettinare i capelli da mia madre. Vi ripeto ragazzi: sono un uomo gay, non una donna.
Io sono una drag queen semplicemente perché lo sono. Questo è il segreto. Vi verrebbe mai la curiosità di chiedere ad un cavallo perché sia un cavallo..e cristo, ragazzi, se per caso vi rispondesse dovreste cominciare a preoccuparvi seriamente per la vostra salute.
Io sono nata per essere Miranda. Con le sue parrucche acrobatiche e le sue movenze da gatta favolosa: io esisto perché esiste chi vuole accoppiarsi con la mia contraddizione, con la mia ambiguità. Io sono venuta alla luce per possedere per sempre il mio pubblico.Io sono nata per tenere il mondo sotto il tacco delle mie scarpe fragili, per asciugarmi di nascosto le lacrime nel bagno degli uomini, e farmi accompagnare ogni volta dalla furia della rinascita, con un colpo di mascara e della lacca per capelli.
Io sono nata per affascinare me stessa, l’unica persona dalla quale accetto consigli sul mio guardaroba.
Io sono Miranda Street, sono una drag queen, questa è la mia storia.
E voi siete un pubblico meraviglioso.